Come non ritrovarci nei pensieri e nelle difficoltà delle tre giovani protagoniste perché Laura, Viola e Diletta sono personaggi che non vivono un mondo a parte, un mondo solo per loro. Vivono le difficoltà della loro generazione, l’instabilità del lavoro, l’impossibilità di credere nei propri sogni, la difficoltà di andare a vivere soli, in una città come Roma che si mostra come un’amante arrogante, che tanto offre, ma tanto toglie alla vita dei suoi due milioni di abitanti. Tema centrale della serie è la difficoltà di comunicare, di esprimere la parte più profonda di sé in una società che da una parte ci vuole sempre belli, sempre vincenti, capaci di scalare le vette del successo ad ogni costo e che dall’altra parte ci nega l’accesso all’Olimpo dei potenti, obbligandoci a scendere continuamente a compromessi per realizzarci.

ICE è il nostro modo di difenderci, è il ghiaccio che finisce con il cristallizzare i nostri sentimenti, le nostre passioni, la speranza di poter essere parte attiva di una società che in realtà finisce con il mercificare tutto.

ICE è la storia di tre giovani donne costrette a vivere una doppia difficoltà: quella comune a molti giovani della costruzione della propria identità lavorativa e quella dell’affermazione della propria identità sessuale. Per Laura, giovane cantautrice romana, il successo musicale si realizza solo anestetizzando se stessa, diventando per l’appunto ICE. Unico momento di verità per lei, la sua musica che ci accompagnerà in ogni puntata, riuscendo finalmente a sciogliere il ghiaccio in cui la sua anima è intrappolata. Perché in fondo niente brucia come il ghiaccio.